LUIGI ARMANDO OLIVERO
2 novembre 1909 ~ 31 luglio 1996
di Giovanni Delfino
Il canto di Olivero è d'una sensualità commista ad un'affabilità virile esaltante. Il suo dialetto è di una forza filologica mai finora conseguita in Piemonte. Talvolta si ha l'impressione di scorgere in Olivero un mitico gigante alpino che rabbiosamente strìtoli e màcini sassi-vocaboli con i denti.
Massimo Bontempelli
Luigi Olivero, che lancia i canti come l'anima attraverso la pianura della sua Villastellone, ricca d'acque specchianti e di pronube ombre, e riflette nei versi la sua vibrante anima di giovane fauno, aperta non soltano a tutti i ritmi della natura e dell'amore, ma anche alla sperduta e morente poesia popolare echeggiante nelle fiabe, nelle leggende nelle canzoni. Una moderna, sottile vena di ironia sottolinea e rialza la immediatezza dei suoi versi.
Pinin Pacòt dalla prefazione a Pan d' coa di Nino Autelli - Selp . Torino -1931
I suoi versi sono una rassegna compiaciuta e virtuosistica delle soluzioni metriche e ritmiche più svariate, che si piegano a meraviglia alle sollecitazioni della sua ispirazione. Dal sonetto al madrigale, alle ottave classiche ai monostici conchiusi, dai quinari agli alessandrini, dalle rime baciate agli schemi complessi, dalle assonanze alle allitterazioni, dai ritmi più popolari e cadenzati ai distici spezzati e ritmati a mezzo e fine verso, tutto è tentato, tutto è duttilmente asservito ai fini della sua arte. E se sono così svariati i suoi metri è perché la sua ispirazione pure lo era: in lui il regionalismo più radicato e l'universalismo più spregiudicato si alternano in una girandola di visioni e ricordi, di ritorni al passato e di proiezioni oltre l'orizzonte personale che non hanno riscontri nella poetica dei suoi conterranei e dei poeti in lingue nazionali.
Sergio Maria Gilardino (Da Poesia, Associazione Culturale villastellonese "Luigi Olivero". 2007)

Luigi Olivero in Spagna fine anni '30
RICHIESTA COLLABORAZIONE
Luigi Olivero ha da sempre riportato tra le sue opere pubblicate il seguente volume di poesie:
Sent poesie La Sorgente, Milano 1942
Nonostante accurate ricerche nelle principali biblioteche del Piemonte e di altre regioni, nonché alla Centrale Nazionale di Firenze e alla Nazionale di Roma, detto volume ad oggi mi è risultato introvabile.
Chi ne avesse notizia è pregato volermi contattare al recapito mail qui di seguito:
Ringrazio anticipatamente chi volesse collaborare alla ricerca.
Mappa del sito
Le poesie di Luigi Armando Olivero (Seconda parte)
Le poesie di Luigi Armando Olivero (Terza parte)
Poesie di Luigi Olivero dedicate allo sport
Ultime aggiunte
10 maggio 2012 Traduzioni poetiche di Luigi Olivero in piemontese e in italiano (Aggiunte traduzioni da Albert Flory, Paul Fort e Rafael Alberti
4 maggio 2012 Sulla pubblicazione della poesia Per il Norge che salpa nel blog La forza dell'amore gestito da Velena di Ceparana SP (In testa al capitolo Polemiche)
29 aprile 2012 Sergio Maria Gilardino ~ Scelta di articoli, dal titolo generale Provenzale, apparsi su La Stampa, edizione di Cuneo, dal 2009 al 2012
19 aprile 2012 Commenti ad alcune poesie di Luigi Olivero a cura di Domenico Appendino
15 aprile 2012 Quinta appendice: Scritti di Olivero aggiornata
12 aprile 2012 Ottava appendice: Hanno scritto di Luigi Olivero aggiornata
30 marzo 2012 Commento dal Blog di Batista Casa Scaparone (In giudizi su Olivero)
23 marzo 2012 Una poesia dedicata ad Olivero dal concittadino Giacomo Avataneo "Giacolin"
21 marzo 2012 Genesi del poemetto Le reuse ant j'ole: sei sonetti di Pacòt e sei di Olivero
18 marzo 2012 La danza dei motori (Progetto teatrale)
17 marzo 2012 Il manicomio dei burattini (Atto unico)
16 marzo 2012 Una notte di Carnevale veneziano - Una beffa del tempo di Casanova
NOTA IMPORTANTE
Questo sito non vuol essere esclusivo appannaggio dell'ideatore. Vuole, anzi, essere aperto al contributo di chiunque (con articoli, giudizi o quant'altro) voglia intervenire sull'argomento.
Quanto perverrà verrà messo in rete, senza alcuna modifica, al più presto in apposita sezione con il nominativo di chi lo ha proposto.
Ringrazio anticipatamente chi vorrà utilizzare questa possibilità.
Bio-bibliografia essenziale
Il 2 novembre 1909, nasce in Villastellone (TO) Luigi Armando Olivero. Terminata la frequenza alle Scuole Tecniche a Torino, Inizia giovanissimo a scrivere poesie. Le prime, in lingua, come dirà lui stesso, carduccianeggiando, rapisardeggiando, dannunzianeggiando. Queste appaiono a stampa già dal 1926 sulla rivista letteraria orobica Il pensiero e su Giovinezza d'Italia - Pagine quindicinali di letteratura ed arte. Quindi sulla torinese rivista teatrale dell'Opera Nazionale Dopolavoro (OND) Rassegna filodrammatica. Sempre del 1926 è il suo primo articolo letterario sulla già citata rivista bergamasca: Mario Rapisardi, un poeta dimenticato.
Diciottenne inizia a viaggiare per il mondo e ad intessere conoscenze le più svariate. Quattro continenti. Diciotto nazioni. I suoi primi scritti sono pezzi di colore dalla Tunisia, dall'Algeria, dal Sahara per La stampa, Stampa Sera, La gazzetta del popolo. Nella sua lunga vita arriverà a collaborare a più di 200 testate italiane e straniere.
Giunge alla poesia dialettale verso la fine degli anni venti grazie all'amicizia con il poeta Alfredo Nicola (Alfredino) che lo presenterà poi a Giuseppe Pacotto (Pinin Pacòt) che con altri amici poeti stava dando vita alla Compania dij Brandé (Brandé = alari) con lo scopo di ravvivare, riaccendere, rivitalizzare la poesia piemontese che ritenevano allora sul punto di spegnersi, se non già del tutto spenta.
Comporrà nel dialetto piemontese oltre 1000 poesie e non solamente sonetti di 14 versi, ma componimenti che spesso superano, e ampiamente, i 100 versi. Sperimenterà ogni possibile forma metrica anche con lunghi componimenti in monostici, splendide poesie, queste ultime, con ogni singolo verso compiuto, terminante con il punto, i cui versi possono tranquillamente essere intercambiati. Il suo canto abbraccerà quasi ogni campo dello scibile umano e la sua poesia sarà universale: dall'aereopoesia futurista de L'aereopoema dell'elica piemontèisa alla poesia dell'eros, a quella religiosa per giungere persino a poetare su discipline dello sport.
Infiniti sono i temi che ha poi trattato nei suoi scritti, sia in piemontese che in lingua: letteratura, pittura, scultura, musica nelle sue più variegate accezioni. Ho rintracciato suoi articoli sullo sport, sull'arte dei pupi siciliani, sugli UFO, sui capelloni...
Nel 1941 esce per i tipi dell'editore Ceschina di Milano Babilonia stellata, un saggio sulla gioventù americana d'anteguerra. In particolare sui suoi vizi e difetti. Ebbe in breve tempo tre edizioni. In una quarta, del giugno 1943, aggiunge numerosi capitoli di feroce denuncia in particolare della politica economica americana. A questi capitoli collaborò attivamente con suggerimenti e lettere il più grande dei poeti americani e caro amico di Olivero, Ezra Pound. Babilonia stellata fu anche edita in tedesco con traduzione di Johann von Leers: Babylon unter Davidsternen und Zuchthausstreifen (Babilonia sotto stelle di Davide e strisce di galera), Runge, Berlino 1944.
Nel 1945 l'Editore romano Donatello De Luigi da alle stampe, frutto di una lunga permanenza in loco, Turchia senza harem che ancora oggi è un ottimo libro sulla storia, usi e costumi di un paese che Kemal Ataturk stava portando verso la modernità e che, in Italia, tirò ben 950.000 copie. Questo saggio è pubblicato in Inghilterra nel 1952: Turkey without Harems MacDonald & Co, Londra, con traduzione di Ivy Warren.
Del 1946 è il suo unico romanzo: Adamo ed Eva in America alla vigilia del secondo diluvio universale. Ai tempi dell'edizione inglese in Italia aveva già venduto più di 650.000 copie. Adam and Eve in America è la traduzione inglese, sempre di Ivy Warren, Mac Donald & Co, Londra, 1951. Un'edizione tedesca viene pubblicata a puntate a Düsseldorf sul settimanale Herz Dame con il titolo Amerika total Plem-Plem? (America totalmente sempliciotta, o ingenua, o pazza?) e traduzione di Otto Muller.

A Düsseldorf per l'edizione tedesca di Adamo ed Eva in America nel 1952
Dedicherà poi brevi saggi a Giovanni Papini, a Carlo Maria Franzero, a Clemente Fusero, a Gabriele d'Annunzio. Curerà per l'Editore Andrea Viglongo di Torino la raccolata delle poesie di Padre Ignazio Isler trascrivendole pazientemente dalle edizioni settecentesche.
Le sue poesie in piemontese, oltre che essere sparse in decine di pubblicazioni periodiche, sono raccolte in quattro volumi.
Roma andalusa esce presso l'Editore Calandra di Moretta (CN) nel 1947; contiene tredici poesie tutte dedicate alla Città eterna. È introdotta da una lettera di Gabriellino d'Annunzio, figlio secondogenito di Gabriele che contiene splendide incisioni di Giuseppe Macrì (Olivero curerà sempre in modo particolare la veste tipografica e la perfetta simbiosi tra parola e immagine nelle sue opere con la collaborazione di grandi artisti).
1955: Ij faunèt, Editore Il Delfino di Roma. 69 poesie precedute da una prefazione di Alex Alexis (pseudonimo di Luigi Alessio da Caramagna Piemonte, scrittore, poeta, drammaturgo, giornalista, biografo, primo traduttore italiano dell'opera di Celine, oggi praticamente sconusciuto ai più, ma che rivalutazione meriterebbe) e con le poesie tradotte in italiano da Clemente Fusero, noto biografo anche lui da Caramagna Piemonte ed in francese dal poeta corso Anton Francesco Filippini e dalla scrittrice belga Simone Blavier. Bellissima veste grafica per questa antologia ed iconografia di Giuseppe Macrì, Orfeo Tamburi, Gabriele Cena, Giovanni Consolazione e Gregorio Prieto.
1971: la sua opera forse più importante Rondò dle masche L'Alcyone Editore, Roma. Sono 39 poesie con traduzione in italiano dello stesso Olivero. Prefazione intervista a cura del poeta, scrittore e giornalista romano Icilio Petrone. Incisioni, oltre a quelle degli artisti de Ij faunèt, di John Castberg, Eugen Dragutescu, Josè Escassì, Henri Matisse.
1983: Romanzìe antologia di sue poesie con prefazione di Giovanni Tesio per i tipi della Ca dë Studi Piemontèis di Torino. 54 poesie ma anche alcune versioni in piemontese da opere di autori di ogni tempo e di ogni nazione. Olivero disse di compiere con la traduzione una sorta di transfert liberandosi così dal pericolo di incorrere in più o meno evidenti plagi. Una delle sue traduzioni più memorabili è quella del Cantico dei Cantici da Salomone. Non meno meritorie altre, ad esempio, da Catullo, Saffo, Meleagro.

Luigi Olivero nella sua casa romana di Vicolo del Borghetto
Per la presentazione di Romanzìe lo va ad intervistare a Roma la Dott. Albina Malerba, oggi direttrice della citata Ca dë Studi Piemontèis. La lunga intervista è pubblicata sulla rivista torinese, organo della Famija Turinèisa, 'l caval 'd brôns N° 5 e N° 12 del 1983. Albina Malerba se ne viene via dalla villetta di Olivero, ai piedi del Pincio, quando il sole è già calato dietro il cupolone. Scendendo per via del Babuino, con negli occhi e nel cuore le parole di Olivero e le immagini della sua casa, traboccante di preziose opere d'arte degli artisti che gli fuurono amici e collaboratori, la poetessa porta con se una certezza:
Gli angeli saranno generosi con un poeta della tempra e della forza di questo piemontese di Roma.
Le sensazioni ed i sentimenti di Albina Malerba sono gli stessi che ho provato, e che mi permetto di condividere pienamente, il 25 maggio del 1996 dopo aver trascorso l'intera giornata nella casa di Vicolo del Borghetto mentre, attraversando Via Margutta e Piazza di Spagna, me ne tornavo verso Termini e la metropolitana che mi avrebbe condotto a Fiumicino e da lì a Torino. Mi permetto questa piccola modifica alle parole di Albina:
Gli Angeli sono stati generosi a farci dono di un poeta della tempra e della forza di questo piemontese.
Olivero compone poesie fino a tarda età. Della fine del 1989 (ha 80 anni) è la Cantada del balon mondial di ben 133 versi, dedicata al Campionato Mondiale di Calcio Italia 1990!
Durante la sua lunga vita Olivero ha conosciuto molti dei personaggi più importanti della sua epoca e con tanti ha stretto amicizia. Mi limito a citarne alcuni. Il poeta e scrittore americano Ezra Pound, il poeta spagnolo Federico Garcia Lorca, amicizia interrotta dal suo assassinio ad opera dei falangisti a Viznar, alba del 18 agosto 1936; e poi Sibilla Aleramo, Francesco Flora, Benedetto Croce, Trilussa, Jean Cocteau, André Malraux, Filippo Tommaso Marinetti, Angelo Nizza (con Riccardo Morbelli autore della fortunata serie di trasmissioni radiofoniche I quattro moschettieri), Orfeo Tamburi, Henri Matisse, Giovanni Cena, Gabriele Consolazione ... e, naturalmente, i poeti e scrittori piemontesi Nino Costa, Giuseppe Pacotto, Alfredo Nicola, Oreste Gallina, Armando Mottura, Nino Autelli...
Luigi Armando Olivero muore il 31 luglio 1996 nella sua casa romana solo e dimenticato quasi da tutti. Solo pochi amici lo ricorderanno: Camillo Brero sul suo Piemontèis ancheuj, Giovanna Spagarino e Franca Viglongo sull'Almanacco fondato dal marito e padre Andrea Viglongo, Giovanni Tesio ed Albina Malerba sulla rivista semestrale della Ca dë Studi Piemontèis, Beppe Burzio sulla sua Assion Piemontèisa. Proprio da quest'ultima rivista ecco la poesia che il poeta e caro amico Giovanni Magnani (scomparso anche lui come Beppe Burzio) ha dedicato ad Olivero:
It j’ere nen sol…
It j’ere nen sol quand’an sël frèid dla pera
Tò cheur a gëmmia pian l’ultim frisson:
dobià e an pior ant l’ultima preghiera,
j’amis pì s-cet a ciosioné ‘n perdon.
Përdon për coj omnèt che ‘nt la mnisera
dle fausserìe, dl’angann ë dël ghignon,
a l’han sercà ‘d sotré Toa vos sincera
che an tut ël mond a l’ha otnù ‘l blason.
Nò. It l’has mai avù n’ombra ‘d boneur,
nen n’agiut o ‘l consens për Tò travaj
dai borenfi savant ëd nòstr Piemont
e se cheivira a l’è vnù dur Tò cheur
ant le bataje ‘n sij libèr e ij giornaj,
adess la Glòria at baserà la front.
Gioanin Magnani
Assion piemontèisa 10, 1996
Non eri solo…
Non eri solo quando sul freddo della pietra / il Tuo cuore gemeva piano l'ultimo fremito: / in pianto nell'ultima preghiera, / gli amici più schietti a sussurrare un perdono.
Perdono per quegli omiciattoli che nella pattumiera / delle falsità, degli inganni e della rabbia, / han cercato di seppellire la Tua voce sincera / che in tutto il mondo ha ottenuto onore. //
No. Non hai mai avuto un’ombra di bontà, / non aiuto o consenso per la Tua opera / dai tronfi sapienti del nostro Piemonte //
e se qualche volta il Tuo cuore è diventato duro / nelle battaglie sui libri e sui giornali, / ora la Gloria ti bacerà in fronte.

Luigi Armando Olivero in una immagine anni '70 tratta dall'Almanacco Viglongo
La registrazione è stata effettuata nel 1953 a casa del poeta Alfredo Nicola (Alfredino). Il testo e la traduzione, unitamente al link per accedere al file audio, è al seguente indirizzo:
Proviene da un'audiocassetta pubblicata nel 1994 dalla Compania dij Brandé contenente anche poesie recitate dai seguenti altri 12 poeti:
Pinin Pacòt, Aldo Daverio, Renato Bertolotto, Mario Albano, Armando Mottura, Alfredo Nicola, Arrigo Frusta, Alex (Alessio Alvazzi Delfrate), Carlottina Rocco, Attilio Spaldo.

NOTA IMPORTANTE
Sto portando a termine una vasta biografia del poeta, oggi di oltre 600 pagine.
Sarò grato a chi potesse e volesse fornirmi notizie sulla sua vita e sulle sue opere.

Villetta già di Olivero al Montserrat di Borgo San Dalmazzo (CN)

Disegno di Gregorio Prieto tratto dall'opera di Olivero Rondò dle masche (1971)
Ultime modifiche: 10 maggio 2012
Ha collaborato alla realizzazione di questo sito il Sig. Giandomenico Vanni d'Archirafi che qui sentitamente ringrazio.